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FantaGuida 2010 |
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Sinistra Per...Scienze si riunisce mercoledì 13 alle 17:30 in un'aula del Polo Fibonacci ex-Marzotto (ritrovo alle macchinette dell'atrio).
In questo periodo, fino alla ripresa delle lezioni, il giorno dell'assemblea non è fisso. Controllate su sito o contattateci. Se vuoi contattare i tuoi rappresentanti in Corso di Laurea e in Facoltà o unirti a noi e prendere parte alle nostre iniziative per cominciare a diventare parte integrante della rappresentanza, non ti resta che venire alle nostre riunioni. L'impegno non è assolutamente gravoso perchè il principio su cui si basa la nostra attività è: "ognuno decide il proprio 100% e dà quel 100%". L'unico impegno da prendere è l'assemblea settimanale che dura circa 1 ora e mezza. Tutte le altre attività si svolgono solo se c'è la disponibilità dei membri del gruppo altrimenti si rinviano. Chiaramente più siamo e più cose si riescono a fare, dividendo il lavoro che cosi diventa veramente irrisorio: "Lavorare poco, lavorare tutti" |
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Il 16 novembre il Consiglio della Facoltà di Scienze avrebbe dovuto discutere il bilancio di previsione per l'anno 2010. In tale seduta non è stato possibile alcun tipo di discussione sull'argomento, in quanto, a seguito della richiesta di verifica del numero legale, la seduta è stata sospesa, data l'assenza di molti docenti. Nel bilancio di previsione compaiono le voci di spesa fondamentali della Facoltà. I fondi a disposizione derivano direttamente dal FFO erogato dal Ministero all'Amministrazione Centrale dell'Ateneo pisano. E qui sorge il primo problema: ad oggi il Ministero non ha ancora reso nota la cifra che verrà stanziata per l'Università di Pisa e di conseguenza nemmeno la nostra Facoltà sa a quanto ammontano i fondi per il 2010. Si pensa purtroppo però ad un ennesimo calo di questo stanziamento, infatti l'ateneo ha indicato alla facoltà di ridurre lo stanziamento 2008 di 60.000€ (a fronte di una spesa totale prevista per quest'anno di 520.000€) come forma precauzionale. Questo chiaramente ci vede critici in quanto si sta presentando una previsione di bilancio senza aver chiaro a quanto ammonteranno realmente i fondi da parte del ministero. Nel concreto, cosa contiene questo bilancio previsionale? · Soltanto per la corrente, considerate che il dispendio energetico dell'Area Pontecorvo (Polo Fibonacci) incide per un quarto sulle spese energetiche dell'intera università! Il guaio è che non riceviamo un quarto dei fondi dell'ateneo devoluti alle spese energetiche. L'intero sistema di illuminazione e riscaldamento è talmente inefficiente da rappresentare un vero e proprio "buco nero" energetico (con gioia dell'ENEL). Tuttavia i fondi della Facoltà sono appena sufficienti a coprire le spese di gestione e non permettono investimenti in tal senso. Su questo riteniamo necessaria una presa di coscienza da parte dell'ateneo stesso per trovare soluzioni al problema. · Per la voce di spesa "contributi a biblioteche e laboratori", in aggiunta al taglio avvenuto l'anno scorso, verranno decurtati altri 60.000€ rispetto al 2008 (arrivando a quota 300.000€, per tutta la facoltà). · Alle aree, cioè ai corsi di laurea, c'è un taglio di 40.000€ (da 120.000€ a 80.000€) nonostante un aumento degli studenti (seppur minimo, circa 100 unità) della facoltà. Il governo ci predicava l'assoluta necessità di queste riforme che puntavano, secondo loro, ad un miglioramento e al potenziamento del sistema universitario. Come si può farlo tagliando soldi che non sono più superflui ma fondamentali per il mantenimento dei servizi e di una didattica di qualità nell'università pubblica ? Le cifre parlano chiaro. Di questo passo la chiusura è vicina. Il Consiglio sarà riconvocato nei prossimi giorni. La nostra posizione è la seguente: Con la cifra indicata dall'Ateneo non è possibile redigere un bilancio migliore di quello presentato, in quanto non esiste spazio di manovra e non troviamo modifiche da proporre nel merito delle varie voci. Riteniamo quindi che, al di là dell'approvazione, si debba trovare una forma per esprimere il disagio, manifestato dal Preside stesso, nel cercare di mantenere in vita l'attività didattica nonostante i continui tagli e di manifestare tale disagio all'Ateneo, ma soprattutto a livello ministeriale e di cittadinanza. |
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| Il Consiglio dei ministri del 28 ottobre ha varato il Disegno di Legge di riforma del sistema universitario. I proclami del Governo si ispirano, come al solito, a parole d'ordine quali merito, qualità, trasparenza. In realtà, il testo del DDL rappresenta la traduzione normativa dell'opera di smantellamento del sistema universitario pubblico, già avviata con provvedimenti economici e misure tese a colpire la didattica e ad imporre tagli all'offerta formativa.
GOVERNANCE: il sistema di governo degli atenei verrà completamente stravolto. Il senato accademico sarà esautorato dal suo ruolo di indirizzo politico. Il Consiglio di amministrazione, che dovrà essere composto da almeno il 40% di membri esterni all'università, diventerà l'organo supremo dell'ateneo, assumendo competenze sul reclutamento, e addirittura su didattica e ricerca. Sarà, per esempio, il Cd'A a decidere sulla sorte dei corsi di studio. DSU: il sistema del diritto allo studio verrà colpito da una vergognosa revisione. Il ddl delega il governo a rivedere la normativa di principio sul dsu. Inoltre, a fronte dei gravissimi tagli, previsti nei prossimi anni per il sistema “tradizionale”, verrà istituito un “Fondo speciale per il merito”, composto di buoni studio e prestiti d'onore, erogati sulla base di un test nazionale che prescinderà dalle condizioni di reddito. Si passa da un modello di servizio pubblico, legato alle condizioni economiche degli studenti, ad un sistema di prestiti che costringerà ad indebitarsi prima ancora di entrare nel mondo del lavoro. DOCENZA: verrà istituita la figura del ricercatore a tempo determinato. Ci sarà un contratto di tre anni, rinnovabile per altri tre. Se da una parte questo provvedimento potrebbe essere letto in modo positivo, perché vorrebbe eliminare la figura del “ricercatore a vita”, dall'altra, senza un'adeguata programmazione, finirà per istituzionalizzare una gravissima forma di precariato. Inoltre, ancor più intollerabile è il fatto che un ricercatore, la cui primaria attività dovrebbe essere quella di fare ricerca, si troverà costretto ad un impegno didattico pari a quello di un docente. UNA RIFORMA A COSTO ZERO: ogni intervento previsto “non dovrà comportare maggiori oneri per le finanze pubbliche”. Eppure, nessuna riforma, che pretenda di essere strutturale, può farsi senza significativi investimenti. Il DDL, invece, interviene su un sistema universitario pubblico che sta già morendo a causa dei tagli, previsti dalla legge 1/2009 (la ex-133) e confermati nell'attuale disegno di legge finanziaria. Nel complesso, al di là di qualche correttivo, proposto già da anni negli ambienti universitari (per esempio, il potenziamento del sistema di valutazione del corpo docente e del reclutamento svolto), emerge da questo ddl la grave ipocrisia del governo. Dietro i proclami, ci troviamo di fronte al coronamento di un percorso di aziendalizzazione del sistema formativo, basato su criteri contabili e non su scelte culturali. Informiamoci e lottiamo! | |
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“Parlatene bene, parlatene male, l'importante è che se ne parli...” (Oscar Wilde) Diritto allo Studio? Maddove??Il 30 novembre il C.d'A. del DSU si pronuncerà sul primo bilancio di previsione dell'Azienda unica. Si tratta della prima occasione per valutare gli effetti dell'accorpamento dei tre enti di Pisa, Firenze e Siena.
L'appuntamento è stato complicato da due pessime notizie.
Il 28 ottobre il Consiglio dei Ministri ha licenziato il Disegno di Legge del ministro Gelmini, che contiene disposizioni eccezionalmente pericolose per il Diritto allo Studio Universitario: viene predisposto (art. 4) un bando nazionale per un “fondo speciale” con vincitori stabiliti non più in base alla condizione economica, ma a un imprecisato “merito” che sarà indicato dal Ministero dell'Istruzione, “di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze”.
Questa impostazione ribalta totalmente l'idea di Diritto allo Studio per cui abbiamo sempre lottato: intanto non si tratta di un sostegno ai “capaci e meritevoli anche se privi di mezzi” per garantire l'accesso a tutti i livelli della formazione; in più, si erogano prestiti e non servizi.
È stabilita (art. 5), inoltre, la delega al governo per modificare la legge in materia di DSU, strumento del tutto inopportuno, giacché non garantisce l'apertura di un concreto dibattito in materia.
A peggiorare questo quadro già fosco concorre il DDL sulla Finanziaria, in discussione nelle commissioni del Senato: gli stanziamenti disposti per il settore “diritto allo studio nell'istruzione universitaria”, vengono diminuiti con tagli distribuiti dal 2010 al 2012. Ecco i trasferimenti in dettaglio (in migliaia di euro): |
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Assemblea |
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Sinistra Per...Scienze si riunisce mercoledì 13 alle 17:30 in un'aula del Polo Fibonacci ex-Marzotto (ritrovo alle macchinette). |
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