Per garantire un sistema compiutamente democratico è necessario inserire alcuni istituti di democrazia diretta che, non intaccando il ruolo della rappresentanza, permettano alla comunità accademica di esprimersi direttamente, in questo contesto sono particolarmente importanti quelle destinate alla componente studentesca.
Assemblee studentesche: è indispensabile dare ai rappresentanti degli studenti la possibilità di convocare
assemblee degli studenti con sospensione della didattica.
L’ideale sarebbe prevedere a ogni livello un monte ore annuo da dividere tra i soggetti presenti negli organi di
rappresentanza, sarebbe opportuno riservare un quota pari ad almeno un quinto del monte ore da richiedere tramite una raccolta firme.
Iniziativa studentesca: consiste nella possibilità per gli studenti di presentare proposte di delibera agli organi collegiali tramite la raccolta di un certo numero di firme.
Perché questo istituto non fallisca come quello delle iniziative di legge popolare è necessario prevedere un termine perentorio entro il quale gli organi collegiali sono obbligati a deliberare sulla proposta di iniziativa studentesca.
Referendum: a ogni categoria deve essere permesso di indire referendum sugli argomenti che la riguardano. Questi devono avere carattere propositivo. Per non renderli inutili è necessario che abbiano un certa influenza che può consistere ad esempio nell’obbligo per gli organi collegiali di prendere in considerazione entro un certo termine le proposte approvate tramite referendum e nella necessità per essi di deliberare con maggioranze rafforzate qualora desiderino bocciarle. I quesiti referendari necessiteranno di un controllo tecnico e questo a nostro parere dovrebbe competere alla commissione didattica di ateneo.
Cosa dice la L.236/1995?
Art.6.
1. Le università deliberano i propri statuti e regolamenti, ai sensi della legge 9 maggio 1989, n. 168, nel rispetto delle norme di cui al decreto legislativo 3 febbraio 1993, n. 29, all’articolo 5 della legge 24 dicembre 1993, n. 537, e al presente decreto, inderogabilmente entro un anno dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto, decorso il quale non possono accedere ai finanziamenti oggetto degli accordi di programma di cui alla citata legge n. 537 del 1993 e al decreto-legge 31 gennaio 1995, n. 26, convertito, con modificazioni, dalla legge 29 marzo 1995, n. 95. Gli statuti degli atenei stabiliscono anche la composizione degli
organi collegiali , assicurando la rappresentanza deglistudenti in misura non inferiore al 15 per cento .
Cosa dice la L.240/2010?
h) garanzia di una rappresentanza elettiva degli studenti negli organi di cui al comma 1, lettere f), i) e q), nonche’ alle lettere f) e g) del presente comma, in conformità a quanto previsto dall’articolo 6, comma 1, del decreto-legge 21 aprile 1995, n. 120, convertito, con modificazioni, dalla legge 21 giugno 1995, n. 236;
attribuzione dell’elettorato passivo agli iscritti per la prima volta e non oltre il primo anno fuori corso ai corsi di laurea, laurea magistrale e dottorato di ricerca dell’università; durata biennale di ogni mandato e rinnovabilità per una sola volta;
- Per il combinato disposto dai commi g ed h dell’articolo 2 non sarà più possibile nominare i rappresentanti degli studenti nelle commissioni didattiche dei consigli di corso di laurea che fossero privi di rappresentanti.
Le nostre proposte
- Considerare l’elettorato passivo dalla prima iscrizione al corso e non dal momento dell’immatricolazione: interpretando il testo come iscritti per la prima volta e non oltre il primo anno fuori corso a ciascun corso dell’università e non come iscritti per la prima volta e non oltre il primo anno fuori corso ai corsi dell’università
Audizione rappresentanti di Sinistra per. . . negli organi centrali
Posted by in Audizioni - (0 Comments)Nicola Pedretti – Senatore Accademico
La 240/2010 è una legge che abbiamo contestato, in Commissione dovremo perciò riaffermare autonomia e democrazia.
# Poichè la competenza residuale spetta al rettore, per evitare che questi diventi il Rettore Monarca dobbiamo affidare il maggior numero di competenze agli organi.
# Rappresentatività negli organi:
- T/A paiono tagliati fuori
- riaffermare ovunque perlomeno il minimo per legge del 15% di studenti
# Idea anche di istituti di democrazia diretta, senza scadere nel populismo.
Michele Fortezza – Consigliere di Amministrazione
# Principio di elettività da estendere.
# CdA – escludere chi ha interessi esterni come i rappresentanti di aziende,
chiamare quindi docenti di altri atenei, precari (non sono “nei ruoli dell’ateneo”), docenti in pensione.
# Riformare il Consiglio degli Studenti
